Martedì 20 settembre si è tenuto presso lo European Policy Centre il dibattito Youth Unemployment, are we winning the battle?, con la conclamata presenza del Commissario europeo per l’occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità del lavoro, Marianne Thyssen.
La nota politica belga ha introdotto il dibattito con un interessante discorso relativo ai risultati raggiunti durante l’attuale mandato della Commissione europea e alle sue prospettive future. I giovani, ha affermato il Commissario, dovrebbero avere maggiori opportunità per accrescere il loro potenziale, in quanto la crescita e la prosperità futura dell’Europa si basano proprio sulle loro potenzialità. È quindi inconcepibile che le giovani generazioni, nonostante dispongano di un livello di educazione e qualifica più elevato, siano il gruppo sociale maggiormente soggetto ad alti tassi di disoccupazione.


Agli inizi del mandato, la disoccupazione giovanile risultava una tra le prospettive più negative della Commissione europea. L’introduzione nell’aprile 2013 del Youth Guarantee (garanzia giovani), oggi presente nell’agenda di ogni singolo stato membro, è stata un’iniziativa di notevole successo, secondo il Commissario, una vera e propria vittoria. Si tratta infatti di un nuovo approccio alla disoccupazione giovanile per garantire che tutti i giovani di età inferiore ai 25 anni possano ottenere un'offerta valida entro 4 mesi dalla fine degli studi o dall'inizio della disoccupazione. L'offerta può consistere in un impiego, apprendistato, tirocinio, o ulteriore corso di studi e va adeguata alla situazione e alle esigenze dell'interessato. Entro la fine del 2014 tutti gli stati membri hanno implementato lo Youth Guarantee, agendo come impulso alla riforma. Gli sforzi dei vari Paesi si sono tradotti in risultati concreti e tangibili, quali l’aumento significativo dell’offerta di tirocini e apprendistati e la diminuzione della disoccupazione giovanile del 10% durante lo scorso anno. Tuttavia la sfida della disoccupazione non è sicuramente un ricordo del passato, anzi, circa il 18% dei giovani europei resta ancora privo di occupazione, secondo i recenti dati di luglio 2016.
A parere del Commissario è necessario incrementare gli sforzi per aiutare i giovani, garantendo loro offerte di lavoro di qualità e nel rispetto delle loro qualifiche, con l’obiettivo di assicurare una lunga permanenza dei giovani sul mercato del lavoro.
Inoltre, il supporto finanziario europeo è stato e sarà sicuramente significativo: a partire da quest’anno il finanziamento stanziato dal Fondo Sociale Europeo (ESF) per affrontare la disoccupazione giovanile aumenterà di un miliardo di euro. La Commissione europea continuerà a supportare soprattutto le regioni più bisognose, in un processo di convergenza delle politiche europee: i piani di investimento saranno rinforzati tramite il contributo di riforme nazionali in ambito di protezione sociale e una stretta collaborazione tra tutti i principali soggetti interessati: pubbliche amministrazioni, servizi per l'impiego, centri di orientamento professionale, istituti di istruzione e formazione, servizi di sostegno ai giovani, imprese, datori di lavoro, sindacati, ecc. La Commissione europea aiuta ciascun paese a definire il proprio piano nazionale per l'attuazione della garanzia per i giovani e a renderlo operativo.
Infine, ha sottolineato Thyssen, questo percorso non è importante soltanto per il futuro dell’Europa, ma è fondamentale anche per il suo presente, per riconquistare la fiducia dei cittadini grazie a un impegno politico continuo.

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