Con l’importazione del 53% dell’energia consumata per un costo di 400 miliardi di euro, l’Unione europea si qualifica come il primo importatore di energia a livello mondiale. Oltre alle ovvie conseguenze in termini di bilancio, questo dato è rilevante anche dal punto di vista della politica internazionale poiché la mancanza di autonomia rende l’Unione europea dipendente dalle decisioni prese da altri Stati e vulnerabile a conflitti e sconvolgimenti di Paesi terzi.

Un altro aspetto rilevante è legato alla differenziazione dei regimi in materia di efficienza energetica fissati a livello europeo. Oggi sul territorio dell’Unione convivono 28 quadri normativi nazionali distinti con tutte le relative conseguenze in termini di uniformazione e coordinamento. Il mercato dell’energia al dettaglio nella maggior parte degli Stati membri è gestito da un numero esiguo di operatori spesso controllati a livello statale, con evidenti conseguenze in termini di scelta, controllo dei costi e liberalizzazione. Le infrastrutture energetiche sono spesso obsolete e non adatte a gestire il fabbisogno attuale e l’aumento di produzione derivante da fonti rinnovabili.

L’Unione europea richiede investimenti mirati nel settore energetico per colmare tali lacune, rendersi indipendente sul piano dell’approvvigionamento e per riuscire a competere a livello globale, sia dal punto di vista industriale che nelle sfide legate alla protezione ambientale, alla lotta contro i cambiamenti climatici e all’uso di energie rinnovabili. Gli investimenti sono però spesso scoraggiati dalla mancanza di uniformazione legislativa tra gli Stati membri e dalle altre problematiche sopra accennate, che possono innescare un pericoloso circolo vizioso da cui potrebbe rivelarsi difficile uscire.

Vista l’importanza della questione energetica sotto molteplici aspetti, essa è stata inclusa tra le dieci priorità della Commissione presieduta da Jean-Claude Juncker. Il 25 febbraio 2015 la Commissione ha pubblicato un pacchetto composto da tre comunicazioni denominato “Unione dell’energia”. Una di queste è intitolata “Una strategia quadro per un’Unione dell’energia resiliente, corredata da una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici” e, oltre a porsi in continuità con i tre obiettivi già consolidati della politica energetica dell’Unione europea (1. la sicurezza dell’approvvigionamento; 2. la sostenibilità; 3. la competitività), presenta le cinque aree tematiche (dimensioni, come le chiama la Commissione) strettamente interconnesse tra loro e sulle quali si dovranno concentrare il dibattito politico, la sensibilizzazione sociale e le riforme adottate a livello istituzionale dei prossimi anni.

L'Ufficio per i rapporti con l'Unione Europea della Provincia autonoma di Trento ha elaborato un dossier in cui viene offerta una panormica aggiornata dell'Unione per l'energia. Nel dossier vengono ulterorirmente approfonditi il quadro normativo di riferimento in tema di efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Infine, il dossier include una sinopsi esaustiva delle principali opportunità di finanziamento messe a disposizione dall'Unione europea nel quadro dei programmi di finanziamento a gestione diretta, degli strumenti finanziari innovativi e dell'assistenza tecnica per lo sviluppo di progetti in ambito energetico.

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